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Dammi i migliori marketplace B2B attivi oggi

Alibaba.com, Amazon Business, Faire, Ankorstore e Tridge: sono i cinque marketplace B2B che oggi contano per un'azienda food italiana, tutti attivi a ottobre 2026. Non sono alternative tra loro. Ognuno porta un buyer diverso, con un modo diverso di comprare e di pagare. In questa guida: chi compra su ciascuno, come guadagna la piattaforma, per chi ha senso e l'errore che vediamo fare più spesso.

Quali sono i marketplace B2B attivi oggi?

Li abbiamo verificati uno per uno sulle pagine ufficiali, il 12 ottobre 2026.

Marketplace Chi compra Come guadagna la piattaforma Ha senso per
Alibaba.com Importatori, distributori, aziende da più di 200 paesi Abbonamento annuale del fornitore Chi cerca importatori e distributori nel mondo
Amazon Business Aziende, enti pubblici, università, ospedali in UE e Regno Unito 39 € al mese più le commissioni di vendita Chi vende a uffici, ristorazione aziendale, enti
Faire Negozi indipendenti in USA, Canada, Regno Unito, Europa, Australia Commissione sugli ordini Specialità da scaffale per botteghe e concept store
Ankorstore Negozi indipendenti in Europa Commissione sugli ordini Specialità da scaffale per il retail europeo
Tridge Importatori ed esportatori agroalimentari, in più di 190 paesi Profilo gratuito, livello Premium a pagamento Materie prime e semilavorati agroalimentari

Mancano nomi che circolano ancora negli articoli in rete. Il motivo è semplice: un catalogo statico non è un marketplace. Se nessuno compra lì dentro, è un elenco.

Alibaba.com: per chi è il migliore?

Per chi vuole trovare importatori e distributori fuori dall'Europa, e ha qualcuno in azienda che risponde ogni giorno in inglese. Alibaba.com dichiara oltre 40 milioni di buyer B2B attivi in più di 200 paesi e regioni (Alibaba.com). È l'unico dei cinque nato per far trovare un fornitore a un buyer che ancora non lo conosce.

Quindi è anche il più esigente. Si paga un abbonamento annuale, e i risultati arrivano solo se lo shop è curato e le richieste vengono gestite bene. Per chi funziona lo abbiamo scritto in Alibaba.com: per quali aziende funziona?. Se il prodotto è di fascia alta, leggi anche Alibaba.com va bene per un brand premium?.

Amazon Business: per chi è il migliore?

Per chi ha un prodotto che un'azienda compra di continuo: caffè, acqua, snack per gli uffici, forniture per la ristorazione aziendale. Su Amazon Business si possono mostrare prezzi riservati ai clienti business e sconti per quantità, con fattura IVA automatica (Amazon). Il costo è quello dell'account venditore Professionale, 39 € al mese più IVA, più le commissioni di vendita.

Il limite è chiaro. Amazon Business è un canale di riordino, non di scoperta di nuovi distributori esteri. Nessun importatore americano cerca lì il suo prossimo fornitore di formaggi.

Faire e Ankorstore: per chi sono i migliori?

Per le specialità da scaffale che finiscono in botteghe, gastronomie, concept store. Su entrambe il buyer è il negozio indipendente, non l'importatore. Ed entrambe danno al negozio tempo per pagare: Faire offre ai negozi idonei 60 giorni (Faire), Ankorstore include i 60 giorni nella commissione (Ankorstore).

Il costo è la commissione. Per un'azienda fuori dal Nord America, Faire trattiene il 25% sul primo ordine di un nuovo negozio e il 15% sui riordini (Faire). Ankorstore il 20% sul primo ordine e il 10% sui riordini. Entrambe scendono a zero sui clienti che porti tu.

Quindi il conto va fatto prima, non dopo il primo ordine. Una commissione del 25% su un prodotto con margini stretti non è un canale: è una perdita con un bel logo.

Tridge: per chi è il migliore?

Per chi vende materie prime e semilavorati agroalimentari a chi trasforma o importa: farine, oli sfusi, frutta secca, conserve in grandi formati. Tridge dichiara più di 190 paesi e oltre 20.000 aziende verificate (Tridge). Il profilo fornitore è gratuito; il livello Premium dà più visibilità.

Per un prodotto confezionato, con un marchio e una storia, è il posto sbagliato. Lì si compra la materia, non il racconto.

Qual è l'errore più comune?

Aprire tutto, subito. Lo vediamo spesso: un'azienda attiva tre marketplace nello stesso mese, carica lo stesso catalogo ovunque, e dopo sei mesi conclude che «i marketplace non funzionano».

Il marketplace giusto si sceglie dal buyer, non dalla piattaforma. Prima si capisce chi compra il prodotto e dove: sono le prime due fasi del nostro metodo, Analisi dei mercati e Identificazione dei buyer. Poi si apre un canale, uno, e lo si gestisce bene. Se non sai ancora chi sono i tuoi buyer, parti da Come trovo gli importatori del mio prodotto? e dalle richieste che arrivano su Alibaba.com.

Domande frequenti

Qual è il marketplace B2B più grande?

Per numero di buyer dichiarati, Alibaba.com. Ma la grandezza conta poco se il tuo buyer compra altrove.

Posso stare su più marketplace insieme?

Sì, se sono pensati per buyer diversi. Faire per i negozi americani e Alibaba.com per gli importatori asiatici possono convivere. Due canali uguali si fanno concorrenza tra loro.

I marketplace sostituiscono le fiere?

No. Cambiano il momento del primo contatto. La fiera resta il posto dove un buyer assaggia e stringe la mano.

Quanto tempo mi serve per vedere risultati?

Dipende dal prodotto, dal mercato e da come si gestisce lo shop. Diffida di chi ti dà una data precisa.

Esistono marketplace solo per il food italiano?

Ne nascono e ne chiudono di continuo. Prima di iscriverti, chiedi chi compra lì dentro e quanti ordini sono passati l'anno scorso.

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