Guide · Alibaba.com
Come preparo lo shop Alibaba.com per il food?
Da dove parto: dal prodotto o dal buyer?
Dal buyer. Sembra ovvio, eppure gli shop che apriamo per le aziende italiane nascono quasi sempre dal catalogo: tutto quello che l'azienda fa, nell'ordine in cui lo fa. Il buyer non compra un catalogo. Compra una soluzione per il suo scaffale, il suo ristorante, il suo cliente.
Quindi la prima domanda non è «cosa carico?». È «chi, in quale paese, compra già prodotti come il mio?». La risposta sta nei dati doganali, non nelle sensazioni: li spieghiamo in Dove trovo i dati doganali del mio prodotto, e come li leggo?. Se lo shop non sa a chi parla, non c'è scheda che lo salvi. E se non sai ancora se Alibaba.com fa per te, parti da Alibaba.com: per quali aziende funziona?.
Cosa deve dire una scheda prodotto food?
Tutto quello che il buyer deve sapere per rivendere, nelle parole che userebbe lui. Le guide di Alibaba.com per i venditori lo dicono chiaro: il nome del prodotto deve contenere i termini che un buyer professionale scriverebbe nella ricerca, come ingredienti e metodi di produzione (Alibaba.com, blog venditori).
Il produttore italiano scrive da produttore. Racconta la passione, la famiglia, il sapore. Il buyer cerca altro. La differenza, in pratica:
| Cosa scrive spesso il produttore | Cosa cerca il buyer |
|---|---|
| «Sugo della tradizione» | Tipo di sugo, ingredienti principali, origine del pomodoro |
| «Ricetta di famiglia» | Processo, conservazione, shelf life |
| «Confezione elegante» | Formato, materiale, quante unità per cartone |
| «Qualità certificata» | Quale certificazione, emessa da chi, valida fino a quando |
| «Spediamo in tutto il mondo» | Mercati già serviti, documenti export disponibili |
La passione non va tolta. Va spostata: nella descrizione dell'azienda, nelle foto della produzione, nel video. Nella scheda serve prima la risposta, poi la storia.
Dove metto le certificazioni?
In tre posti, non in uno. Il blog di Alibaba.com dedicato al food consiglia di caricarle nel profilo aziendale, leggibili e in corso di validità, e di citarle anche in ogni singola scheda prodotto; aggiunge che i buyer filtrano spesso i fornitori per certificazione (Alibaba.com, guida alla documentazione food).
Lo stesso articolo ricorda cosa fa un buyer serio: controlla il numero del certificato nel database dell'ente che l'ha emesso. Quindi un certificato scaduto non è un dettaglio. È una bandiera rossa. Il terzo posto è un PDF pronto con certificati e analisi, da mandare a chi entra in trattativa. Chi lo prepara prima risparmia una settimana per ogni buyer.
Quanti prodotti carico all'inizio?
Pochi, fatti bene. L'errore che vediamo più spesso è il catalogo caricato tutto in una volta: cinquanta schede a metà, foto prese dal sito, descrizioni copiate. Lo shop sembra pieno. Per l'algoritmo, e per il buyer, è vuoto.
Meglio dieci prodotti completi: quelli con più mercato secondo i dati, non quelli a cui l'azienda è più affezionata. Poi si allarga, una linea alla volta. Come la piattaforma premia le schede complete lo spieghiamo in Come mi faccio trovare dai buyer su Alibaba.com?.
Cosa racconto dell'azienda?
Quello che il buyer non può vedere da lontano. Alibaba.com suggerisce foto dello stabilimento, delle persone e della produzione, e mette in guardia dall'essere «un'azienda senza nome e senza volto» (Alibaba.com, blog venditori).
Nel food questo pesa il doppio. Il buyer deve fidarsi di una filiera che non visiterà prima del primo ordine. Quindi il territorio, il campo, la linea di produzione non sono decorazione: sono prova. Per un prodotto di fascia alta vale ancora di più, e ne parliamo in Alibaba.com va bene per un brand premium?.
Chi risponde, e quando?
Qualcuno con un nome, ogni giorno. È la parte che nessuno mette nel piano e che decide tutto. Uno shop perfetto con risposte dopo tre giorni lavora per i concorrenti. Come organizzare le risposte è in Come rispondo alle richieste che arrivano su Alibaba.com?, e quanto pesano queste ore sul conto finale è in Quanto costa davvero stare su Alibaba.com?.
Domande frequenti
Devo tradurre lo shop in più lingue?
Alibaba.com dichiara di poter tradurre i contenuti in oltre 18 lingue in base alla preferenza del buyer (Alibaba.com, blog venditori). La base però è l'inglese: se è scritto male, si traduce male in diciotto lingue.
Posso usare le foto del mio sito?
Puoi, ma raramente bastano. Il sito parla al consumatore; lo shop parla a chi rivende. Servono anche foto di confezione, cartone, etichetta e produzione.
Quanto tempo serve per preparare lo shop?
Dipende da quanto materiale è già pronto: schede tecniche in inglese, certificati, foto. Chi li ha, parte in fretta. Chi deve crearli, scopre che lo shop è il motivo giusto per farlo.
Le certificazioni sono obbligatorie per vendere food su Alibaba.com?
Per aprire lo shop serve la verifica dell'azienda, non una certificazione alimentare (Alibaba.com, regole di iscrizione). Ma è il buyer a chiederle, e senza non arriva alla trattativa.
Posso farlo da solo?
Sì. La domanda vera è se hai qualcuno che ci lavora ogni giorno. Se la risposta è no, lo shop resta una vetrina.